Le monete bizantine


La monetazione bizantina, come è da noi chiamata, è quella dell'Impero Romano di Oriente e rappresenta la continuazione di quella romano, poichè gli abitanti di Costantinopoli continuarono a chiamarsi romani, o secoli dopo greci.


In nessun altro caso l'insufficienza nell'impego dei due termini economia monetaria e naturale è così evidente come nel giudizio sull'economia dell'impero romano orientale o bizantino. Per lo più esso è stato categorizzato come organizzato ad economia monetaria.

L'impero bizantino ha potuto, per il suo elevato grado economico, valorizzare in tutt'altro modo le sue forze, nei confronti dello stato ad economia naturale nel primo medioevo in Occidente. " Il prepotere dell'Impero romano d'Oriente si fonda sull'economia monetaria in contrapposto con la economia naturale delle formazioni barbariche che si atteggiavano a stato, sia amichevoli sia ostili all'Impero.

D'altronde un economista ha anche pensato, in relzione ad una trattazione sulle coorporazioni di Costantinopoli del X secolo, che all'epoca nell'Impero il grado di sviluppo economico generalmente dominante, ad eccezione di città come Costantinopoli, Alessandria, Salonicco fosse ancora rappresentato dall'economia chiusa.

 

Nell'Impero di Oriente la moneta base era sempre il solido d'oro di Costantino, il quale aveva conservato la purezza e la stabilità che lo avevano reso lo strumento essenziale dell'amministrazione fiscale; inoltre era ancora il riferimento dei prezzi per lo scambio delle merci su moltissimi territori ormai barbarizzati, dal Nord Europa all'Africa.

L'imperatore di Oriente deteneva quindi il monopolio delle emissioni in oro, permettendogli quella che in tempi moderni definiremo una influenza finanziaria in paesi economicamente periferici.

Diversa era la situazione dei nominali di bronzo, la cui svalutazione aveva portato alla coniazione di una grande quantità di piccole monete dal valore esiguo, alcune dal peso inferiore al grammo.

Siamo alla fine del V secolo e oramai questi divisionali svalutati erano gli unici pezzi circolanti per gli acquisti quotidiani; recavano smepre al dritto il busto dell'imperatore al dritto

Tale scenario implicava il possesso di sempre più numerose monete di bronzo per comprare quelle d'oro, necessarie a pagare le imposte.

Qui furono Vandali e Ostrogoti ad iniziare a cercare di risolvere il problema del degrado della moneta di bronzo, indipendentemente gli uni dagli altri.

All'Imperatore Anastasio è attribuita la famosa riforma del bronzo costantinopolitano nel 498. A lui si fa infatti risalire l'inizio di quel sistema che noi chiamiamo bizantino ma da qualificare più precisamente come romano-bizantino.
Anastasio si interessò della moneta di bronzo e si pose du essenziali obiettivi: rendere stabile il rapporto oro-bronzo e creare dei multipli del nummo di conto, in grado di semplificare i calcoli quotidiani.

Fu la semplice struttura dei nominali Ostrogoti a rappresentare un prototipo, una ispirazione della riforma di Anastasio.


Solido di Giustiniano

Coniava monete d'oro chiamate solidi (soldi) dal peso di circa 4,5 grammi e un loro sottomultiplo, il triens dal peso di circa 1,5 grammi.


In seguito la moneta d’oro principale, inalterata fino alla fine del XI secolo, divenne il bisante, che gli Occidentali chiameranno semplicemente il bizantino.