Le monete merovinge


In Francia la debolezza dei re merovingi divenne evidente nell'usurpazione
dei loro diritti del battere moneta da parte dei sudditi.


Quando nella metà del VII secolo i franchi, sotto la dinastia Merovingia fondata da Clodoveo ricominciarono a coniare monete di argento, solo uno dei nuovi denari fu emesso in nome
del re, Cariberto II(re di Aquitania tra 628 e 631; nel 632 gli succede il figlio).

Invece nell'attuale Francia comparvero le monete del sovrano merovingio Teodeberto
di Austrasia (534-548), il primo re che ruppe il monopolio imperiale sull'oro.
Erano artisticamente meno coraggiose: la legenda "DN Theodebertus Victor" proclamava l'indipendenza dei Franchi ma il ritratto frontale era ancora quello di
un imperatore Bizantino.

 

I re merovingi continuarono sino alla loro eliminazione ad opera di Pipino il Breve (dinastia Merovingia 481 d.C. - 751 d.C.), a coniare monete d'oro a imitazione di quelle bizantine.

Il soldo e il tremisse merovingi erano andati costantemente peggiorando, contenevano cioè sempre meno oro e sempre più lega in metallo vile, la loro circolazione era limitata e servivano più come simbolo di prestigio regale: ovviamente nessuno avrebbe accettato di scambiare un vero soldo bizantino con uno merovingio o con tre tremissi merovingi.

Le poche monete d'oro dei Merovingi, circolanti dopo la riforma monetaria carolingia del 780/781, furono accaparrate da istituzioni ecclesiastiche e laiche, e conservate nei loro tesori.


Sembra probabile che per un breve periodo prima della scomparsa della monetazione in oro,
alla fine del 600, abbia avuto vigore una scala di valori per cui una libbra di argento
valeva 20 solidi (nome trasferito a trienti d'oro) e a 240 di questi denari.

Paradosso dell'economia che il sistema lira-scellino-penny
(livre-soul-denier o lira-soldo-denaro)
sia stato concepito durante questo oscuro momento di transizione.

A Dorestad città posta sul Reno, si ricominciò una coniazione in argento di grandi dimensioni, dalle quale prese origine la fioritura del commercio frisone. I denari merovingi furono presto imitati ed emessi in gran numero dagli anglosassoni e dai frisoni (monete queste ultime di argento quasi puro) fra i quali era esercitato un attivo commercio nel Mare del Nord. Molte erano copie degli ultimi denari romani, ma degenerati come stile, emesse anonimamente ma alcune apparvero alla fine del VII secolo con il nome dei re di Northumbria.

Dinastia Merovingia 481 d.C. - 751 d.C..
Dinastia Carolingia 751 d.C - 987 d.C.
(poi regnarono i Capetingi)

Sembra ora che la riforma monetaria dei re carolingi sia stata innovativa meno di quanto si credesse in passato, e che ci sia stata meno differenze fra il denaro merovingio e il denier
di Pipino il Breve. Cionostante la variazione a quel tempo erano importanti psicologicamente.
Le nuove monete erano battute in nome del re e ciò dimostrava che il controllo reale sul
circolante era ristabilito; esse erano più larghe e più sottili, imitazioni di arabe e visigote
con i tondini ricavati da fogli di metallo martellati prima di essere coniati.

Le monete erano più maneggevoli, sintomo forse di un cambiamento da monete come
deposito di ricchezza a usate come mezzo di scambio di tutti i giorni. Infine lo
sfuttamento delle miniere di argento di Melle nel Poitou fornì nuove riserve di metallo:
l'abbondanza delle monete carolinge la differenzia da quelle merovinge.

 

 

Una delle più grandi scoperte archeologiche effettuate in Inghilterra è avvenuta nel borgo di Woodbridge (situato a 120 Km a nord est di Londra): vi erano 15 tumuli funerari, scavati dal 1939 dall'archeologo Basil Brown; in uno di essi giaceva una nave intera di stile non lontano da quelle dei futuri vichinghi. Era il tumulo di un re, corredato da molti oggetti importanti, un vero tesoro tra spade, scudi, un elmo, 10 coppe d'argento bizantino, del bronzo copto, una borsa ornata di pietre preziose e metalli nobili e alcuni gioielli di forma piramidale.

Nella borsa si trovarono anche 37 monete d'oro merovinge, prezioso aiuto per datare il sito; le monete e i lingotti trovati assieme ad esso rappresenterebbero secondo il dottor Grifrson, il compenso per i 40 rematori del battello funebre di Sutton Hoo.

Si sospettò il tesoro fosse di uno dei Re dell'Anglia orientale, Etelero o Redwald, quindi
sicuramente da attribuire agli Angli o ai Sassoni.* Ciò può dimostrare che le coniazioni
merovinge erano apprezzate anche al di fuori del loro Regno.

 

* Vari autori francesi - "Le grandi scoperte archeologiche del XX secolo"