Monete e scudi papali.


La moneta papale, un crogiulo di nomi e tipologie.

 

Non più di 150 anni fa, quando la città apparteneva ancora allo Stato Pontificio, le cose andavano molto diversamente.te

A quei tempi non solo ogni paese aveva il suo proprio sistema, ma spesso città di uno stesso stato usavano monete diverse e a seconda del loro peso, il valore di alcune unità poteva variare. Infatti il valore d'acquisto di una moneta, specialmente se d'oro, in pratica dipendeva dal suo valore come metallo sciolto. Quindi, venivano usate solo monete, d'oro, d'argento, di mistura (una lega contenente varie percentuali d'argento, di rame e di altri metalli) e di rame; le banconote non erano state ancora inventate, ma i precursori dei moderni assegni, chiamati "lettere di credito", già esistevano: erano documenti firmati dal debitore, che il creditore esibiva ad una data banca per riceverne i contanti. te.

Tutti i commerci erano soggetti al rischio di un tasso di scambio sfavorevole, e alle astuzie dei molti cambiavalute, ai quali complicate liste permettevano di calcolare quale valore ogni moneta forestiera avesse nella propria città. Inoltre, molte monetazioni erano basate su una combinazione di sistema decimale e non decimale; far tornare anche i conti più semplici, ad esempio il resto dovuto dopo un'acquisto, ai nostri occhi sarebbe sembrata un'impresa quanto mai complicata.
Quello di Roma era forse il più bizzarro tra i sistemi usati in Europa. Ciò si doveva al fatto che alcune unità erano molto antiche e il loro valore nel tempo si era un po' modificato; quelle nuove, introdotte dai papi a seguire, di solito non rimpiazzavano le unità vecchie, ma venivano semplicemente aggiunte alle preesistenti.
Per di più, i romani davano soprannomi alle monete più popolari, alcune delle quali venivano chiamate alternativamente con due, tre, o talora quattro nomi diversi.
Questa pagina prende in considerazione il periodo compreso fra il XVI e il XIX secolo.

L'articolo che segue descrive brevemente ciascuna delle unità principali di questo sistema, con qualche immagine esemplificativa raffigurante le monete a grandezza naturale.

http://roma.andreapollett.com/S7/monpapi.htm

anconote non erano state ancora inventate, ma i precursori dei moderni assegni, chiamati "lettere di credito", già esistevano: erano documenti firmati dal debitore, che il creditore esibiva ad una data banca per riceverne i contanti.

Tutti i commerci erano soggetti al rischio di un tasso di scambio sfavorevole, e alle astuzie dei molti cambiavalute, ai quali complicate liste permettevano di calcolare quale valore ogni moneta forestiera avesse nella propria città. Inoltre, molte monetazioni erano basate su una combinazione di sistema decimale e non decimale; far tornare anche i conti più semplici, ad esempio il resto dovuto dopo un'acquisto, ai nostri occhi sarebbe sembrata un'impresa quanto mai complicata.
Quello di Roma era forse il più bizzarro tra i sistemi usati in Europa. Ciò si doveva al fatto che alcune unità erano molto antiche e il loro valore nel tempo si era un po' modificato; quelle nuove, introdotte dai papi a seguire, di solito non rimpiazzavano le unità vecchie, ma venivano semplicemente aggiunte alle preesistenti.
Per di più, i romani davano soprannomi alle monete più popolari, alcune delle quali venivano chiamate alternativamente con due, tre, o talora quattro nomi diversi.
Questa pagina prende in considerazione il periodo compreso fra il XVI e il XIX secolo.


L'elenco che segue descrive brevemente ciascuna delle unità principali di questo sistema, con qualche immagine esemplificativa raffigurante le monete a grandezza naturale.