Monete veneziane e i ducati o zecchini d'oro.


La moneta d'eccellenza di Venezia fu il ducato, famoso per il suo
contenuto d'oro puro. Era la più accettata nei commerci in Oriente.


La nascita di Venezia è avvolta nella leggenda e nella propaganda del XI secolo:
il primo doge è spesso indicato come Paoluccio Anafesto che regnò dasl 697 al 717.

Il territorio dei Venetici, era quello degli abitanti della provincia lagunare adriatica, formalmente appartenente a Costantinopoli, allora regnante l'imperatore Anastasio e con pericolosi vicini
quali i Longobardi di re Liutprando; coi quali il primo doge stinse patti di alleanza.
Negli anni seguenti i Venetici si dimostrarono più filobizantini

Con le discese di Pipino e poi del Figlio Carlo Magno, il regno longobardo di Re Desiderio fu conquistato dai Franchi e Venezia si ritrovava un vicino ancora più forte e la Chiesa che
aveva mire su quei territori, si fece consegnare Ravenna.

Il giovane figlio di Carlo Magno, Pipino fu incaricato di effettuare una spedizione punitiva: la sua azione militare fu considerato l'evento che coincise poi con la fondazione della Città di Venezia, pèerchè dalla strenua difesa che i Venetici seppero opporre a Pipino ebbe inizio la parziale se non totale indipendenza delle isole lagunari intorno a quel nuovo centro che fu Civitas Rivolati,
cioè Rialto !

 


Il 1 dicembre 1167 si giura a Pontida contro il Barbarossa, la lega veronese cede il passo a
quella lombarda, e Venezia vi aderisce ufficialmente, diventando da allora un valido sostegno,
non di carattere militare ma finanziario, per i Comuni dell'Italia Settentrionale nella lotta con l'Hohenstaufen. Si trattò di una definitiva emancipazione di Venezia dalle grinfie imperiali,
come ci fa capire la moneta coniata sotto Vitale II Michiel (1156 - 1172), la quale non
riporta inciso il nome di Federico.

La politica

Dopo aver sconfitto Genova, Venezia nel Trecento si trova ad essere una superpotenza del Mediterraneo e uno degli Stati più ricchi d’Europa.
FA SACCHEGGIARE COSTANTINOPOLI AL POSTO DI GERUSALEMME !!!!
Si fa aiutare dai crociati imbarcati sulle sue navi e ne depreda i tesori nel 1204 …
Si certo va sottolineato, prima costringe i crociati ad attaccare una città cristiana e poi Costantinpoli

Per molto tempo ebbe a disposizione tramite i commerci un sacco di monete d’oro e d’argento coniate da zecche bizantine e arabe (aurei/dinar).

I suoi mercanti furono tra i primi capitalisti della storia,  reintrodussero l’uso delle monete d’oro in Europa , inventarono nuovi sistemi per la contabilità, stilarono codici di comportamento marittimo, incentivarono il progresso tecnologico, svilupparono gli scambi culturali e linguistici tra i popoli del Mediterraneo.

Il dogado di Giovanni Dandolo appare senz'altro più significativo nella politica interna, sia da un punto di vista amministrativo sia giuridico. Il 31 ottobre 1284 veniva coniata la prima moneta aurea: era il ducato, più tardi ribattezzato zecchino perchè coniato appunto dalla Zecca.
Nelle scritture della legger si scrisse che la nuova moneta dovesse essere
tanto buona e fina come il fiorino
.

L'assestamento finanziario che Nicolò Tron (1471-1473) curò, per il quale si dovette ricorrere ad una stretta fiscale prendendo una serie di durissime iniziative con una nuova imposta patrimoniale e una riduzione di tutti gli stipendi, in una sorta di svalutazione della moneta veneziana. Fu coniata la lira d'argento, chiamata trono, la mezza lira d'argento e il bagattino di rame, portanti inciso il busto del doge. Per merito indiscutibile dell'ex strozzino Tron, fu risanato l'enorme crack finanziario, dovuto alla sconfitta di Negroponte contro i Turchi e agli impegni di guerra che si seguitavano senza tregua. Si legge nel suo epitaffio: "Fraudatam pecuniam viva illius efige resignavit."

Una Monetazione unica e straordinaria !!

Venezia ha battuto tantissime monete, la maggior parte nella sua zecca, qualcuna in territori occupati oltremare. Il suo impero commerciale era vastissimo e occupava tre continenti.
Famosissime furono le monete d’oro, i ducati ribattezzati zecchini, a titolo tanto alto da essere
tra le più apprezzate al mondo. Perché ? Ma perché non si svalutavano nel tempo col minor quantitativo di metallo giallo, come successe a moltissime altre monete.
Anche ora noi usiamo il termine “oro zecchino” per indicare un oggetto di oro quasi puro
(24 carati). Furono monete diffusesi in tutta Europa, sinonimo di qualità e valore,
accettate in decine di paesi per secoli durante la fine del Medioevo e il Rinascimento.
Solo il fiorino di Firenze può vantare altrettanta diffusione.

Difatti i governanti Veneziani volevano una moneta "tam bona et fina quam fiorino"; questo perchè in pochi decenni il fiorino aveva avuto un successo straordinario !!

IIl catalogo Gigante parla di monete ripetitive perché mostrano quasi sempre
il doge inginocchiato davanti a San Marco.

Costanti da rasentare la monotonia !!

Il sistema monetario di Venezia, al quale si fa spesso riferimento nei documenti veneziani, e assai complesso essendo costituito da alcune monete reali e da altre ideali. Per l'analisi di questi documenti e necessaria la comprensione di tale sistema.nella sua evoluzione, nel modo seguente:

prima della coniazione del grosso d'argento (ca.1202)
1 libbra=20 soldi=240 denari

dopo la coniazione del grosso d'argento (ca.1202)

1) 1 l.di piccoli=20 s.di piccoli=240 d.di piccoli 1 l.di grossi=20 s.di grossi=240 d.di grossi 1 grosso=26 piccoli
2) 1 grosso=26 1/9 piccoli I l.complida di grossi=240 grossi=26 1/9 l.di piccoli 1 l.manca di grossi=239 grossi=26 l.di piccoli
3) 1 l.complida di grossi=26 1/9 l.a grossi 1 l.manca di grossi=26 l.a grossi 4) 1 grosso=32 piccoli

In seguito alla coniazione del ducato d'oro (1284)

1) 1 ducato=18 grossi
2) 1 ducato=40 s.a grossi(=18 1/2 grossi)
3) 1 ducato=40 s.a oro(della zecca)
4) 1 ducato=24 grossi
5)1 ducato=24 grossi a oro 10 ducati=1 l.(complida)di grossi a oro=26 1/9 l.a grossi
6) 1 grosso=32 piccoli(ideali)
7) 1 grosso=2 mezzanini 1 grosso=(36 piccoli reali=)3 soldini 1 piccolo=2 bianchi
8) 1 grosso a monete=32 piccoli(reali).

Il ducato d’argento, in seguito detta grosso o matapane, fu coniato intorno al 1202; il ducato d’oro, in seguito detto zecchino, fu coniato per la prima volta dal doge Giovanni Dandolo nel 1284.
Il nome passò quindi alle monete d’oro coniate in vari paesi che, per la massa e la bontà, si approssimavano al ducato d’oro veneziano: si ebbero così ducati papali, dell’Impero, di Milano ecc.

Il Ducatello fu invece una moneta d’argento veneziana emessa nel 1665 allo scopo di rendere effettivo il ducato di conto diminuendo di massa e d’intrinseco il ducato stesso.

Moneta da 12 bagattini veneziani battuti dal doge Marcantonio Giustinian (1684-1688).

DRITTO: il doge riceve dal Leone di San Marco un asta con vessillo sormontato da una croce;
in esergo la scritta 12 tra due stelle; in legenda il nome del doge S*M*V* M*A*IUSTIN
ROVESCIO: Il Redentore e l’iscrizione DEFENS * NOSTER


Bagattino era un termine in uso nell’Italia settentrionale per significare di poco valore. E ricorda le bagattelle, le povere cose.
Nel XIII secolo, quando la zecca della Serenissima iniziò a battere il denaro piccolo di Venezia (picciolo), una moneta in mistura con poco argento nelle vene, il popolo prese a chiamarlo bagattino, a contrasto con il grosso, altro nome popolare dato ai ducati di buon argento. Col tempo la svalutazione lasciò in vita solo i multipli; prima quello da 6 e poi solo quello da 12 bagattini, che equivaleva ad un soldo.

Insomma questa moneta in mistura ci ricorda la lunga storia della Repubblica di Venezia, detta la Serenissima, lo stato governato dai dogi, figure scelte solitamente tra uomini di cultura e di poca personalità, facilmente manovrabili e comunque non ostili ai consigli cittadini, come Marcantonio Giustinian.

Poderoso multiplo da 10 zecchini veneziano del XVIII secolo.
Poi vi è una moneta da 100 zecchini (o ducati)  che pesava 350 grammi, colossali dimensioni al passo con l’opulenza del periodo.

Osella:

CONTINUA .....

Il Tallero un rivale ?

A contribuire al successo dei talleri Tallero di Maria Teresa furono I veneziani favorirono la diffusione in Oriente, dove da sempre intrattenevano rapporti di affari e di commercio. Li introdussero in molti paesi come unità di scambio e ne fecero avere successo.
Poi ne riconiò i talleri dal 1815 al 1835 e dal 1849 al 1866
Ma già nel 1759 sotto il doge Loredan aveva coniato dei talleri e dei mezzi talleri sotto il modello austriaco: al rovescio un immagine muliebre simile a MT con la scritta  Republica veneta e al dritto il solito leone…. Anche i successori continuarono a ricopiare
Il doge si lamentava che i suoi talleri non avevano lo stesso successo degli austriaci, dato che due T d’argento di spendevano come uno zecchino d’oro veneziano ! Forse causa della lavorazione ?
I venezioni continuavano a coniare a martello
Gli austriaci a torchio quindi perfetti e nitide erano le monete
Quindi anche Venezia ricorse al torchio nella sia Zecca per coniare talleri. E a un grande artista Michele Dubois che raffigurò al rovescio una figura femminile molto più graziosa e giovane di MT.
Ma nonostante tutto i Talleri veneziani non ebbero lo stesso successo preso i turchi…abitudine ?
Troppo diverso il leone dall’aquila ????

Ultimo doge Ludovico Manin, costretto ad abdicare da Napoleone nel 1797

 

STORIA del DUCATO