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Le branche: numismatica antica, medievale e moderna, bizantina
tra le
sf. [sec. XIX; da numismatico] Un tesoretto numismatico è un insieme di monete nascoste o accumulate in passato per precauzione e ritrovate insieme in tempi moderni. Quindi di può definire come una rappresentazione dell'economia di un'epoca, precisa o approssimata a seconda della quantità di monete. Permette di capire quali monete circolavano insieme in un determinato periodo ma soprattutto mostra quali sono le monete che erano conservate. Monete messe da parte (tesaurizzate) dentro un contenitore dal vaso di terracotta auna cassetta oppure nascoste sottoterra e nei muri; di solito accadeva in vista di un pericolo o di un'emergenza. Un tesoretto si riferisce nello specifico sempre alle monete mentre il termine "ripostiglio" archeologico può contenere qualsiasi oggetto metallico (attrezzi, monili, gioielli, armi).
Il tesoro di Montella, Napoli, Museo Nazionale Archeologico. Il tesoro è composto da 210 monete d'oro:
La data di occultamento si fissa intorno al 1354, per la presenza di un fiorino di Carlo V di Valois Delfinato (1353-54, ante giugno 1354), 2 fiorini d'Orange 1350-54, 1 fiorino di Bolco di Schweidnitz c.1345-51; tutti i fiorini di Ungheria sono anteriori al 1353. E' un tesoro unico per composizione e data, e offre importanti dati su diverse zecche, inclusi legamenti di conio per Firenze, Venezia e Ungheria. Il catalogo è preceduto da introduzioni storiche su tutte le zecche (Matteo Broggini, Hannes Lowagie, Roman Zaoral, e Borys Paszkiewicz) La storia del tesoretto di
L'arte o iconografica Qui l'interesse e di conseguenza lo studio si concentra sulle raffigurazioni visibile sulle monete: la figura presente era di un sovrano o di una divinità ? Quanto bene è stata incisa ? C'erano elementi decorativi di un significato particolare tipo stelle o globi ? Comprendere come si rapportava con la religione o con la struttura societaria dell'epoca. Quelle bizantine o veneziane possono indicare un forte religiosità mentre quelle del Settecento od Ottocento una forte dedizione al sovrano, al costo di risultare monotematiche. Nelle greche notiamo figure e animali assurte a simbolo delle poleis...
Le monete del tesoretto di Codroipo UD Durante il mese di marzo del 1934 a seguito di lavori di demolizione di un vecchio fabbricato di proprietà del sig. Toso Giuseppe, posto nell’attuale piazza Garibaldi nel centro storico di Codroipo fu rinvenuto un ripostiglio di monete medievali, identificate allora genericamente come “venete”. Come si può dedurre dalla documentazione che si è conservata, qualche funzionario della Soprintendenza esaminò il “gruzzolo”, ma non ritenendolo di alcun interesse, consigliò il Podestà, con nota del 30 aprile 1934, di depositare il tutto presso il Civico Museo di Udine. Con ulteriore nota del 20 giugno, il Podestà offrì in deposito temporaneo le monete al Museo udinese, che rispose, con nota del 29 giugno, a firma del Presidente della Commissione Museale, co. E. de Brandis e del Direttore del Museo, co. C. Someda De Marco, ringraziando del “gentile pensiero”, ma “…Dato però che le 109 monetine venete per la loro pessima conservazione non danno la possibilità di una loro precisa identificazione mentre d’altra parte per la stessa ragione non rappresentano un apprezzabile valore, questo Civico Museo non può accettare in deposito temporaneo, ma soltanto in proprietà”. Infine, con nota del 2 luglio, il Podestà, d’accordo con il sig. Toso, acconsente che le monete siano donate al Museo udinese che le incamera nel patrimonio numismatico con il n. 369 del Registro Doni. Entrato a far parte così, in maniera occasionale, del patrimonio museale, il tesoretto di Codroipo fu collocato in appendice alla collezione comunale indicata come “Antonini” che raccoglieva anche rinvenimenti e donazioni recenti di materiale numismatico e perciò indicata con la sigla RNF (Reperti Numismatici Friulani). Ma, complice la pessima conservazione, non fu oggetto di studio e restò relegato nei cassetti del Gabinetto di Numismatica. Fu solamente citato dal G. Bernardi nel 1975 nel suo catalogo sulla monetazione aquileiese (in appendice a pag. 189) e dal M. Brozzi al n. 9 nel suo elenco sui ripostigli monetali rinvenuti in Friuli Venezia Giulia. A seguito degli avvenimenti tellurici del 1976 e alla conseguente chiusura del Castello di udine, anche il materiale di Codroipo fu velocemente imballato e trasferito in altre sedi. Riaperto il Museo negli anno ’90 si dovrà aspettare fino al 2000 per iniziare un riordino sistematico delle collezioni numismatiche. Finalmente anche il tesoretto di Codroipo fu ripreso in esame e grazie al sapiente lavoro di pulizia e restauro a cui è stato sottoposto nei laboratori del Museo, è stata possibile una accurata sua classificazione che ha permesso di riconoscere la sua reale grande importanza storico-numismatica. La classificazione delle monete. Dei 109 esemplari del tesoretto 107 (oltre il 98%) si sono potuti attribuire con certezza, rimanendo soltanto 2 riconoscibili genericamente come emissioni veneziane senza il nome del Doge. Sono esemplari coniati entro un arco temporale compreso tra la fine del XIII e la metà del XIV secolo, emessi dalla zecca del Patriarcato di Aquileia (75, pari al 60%), da Venezia (33, pari al 30%) e 1 esemplare da Merano. In particolare tra le patriarcali ci sono 2 esemplari del patriarca Bertrando di Saint Geniès (1334-1350), 65 di Nicolò di Lussemburgo (1350-1358), 8 di Ludovico I Della Torre (1359-1365). Tra gli esemplari dogali 2 sono attribuibili a Francesco Dandolo (1329-1339), 23 ad Andrea Dandolo (1343-1354), 3 a Giovanni Gradenigo (1355-1356), 3 a Giovanni Dolfin (1356-1361). Altre 2 monete sono veneziane, ma non si è potuto individuare il Doge emittente. Infine l’esemplare più antico è riferibile alla zecca di Merano a nome del conte Mainardo II (1271-1295). Gli esemplari sono tutti numerali nominalmente d’argento variabili da un peso minimo di gr. 0,44 a un massimo di gr. 1,38, anche se effettivamente l’intrinseco di metallo nobile è generalmente basso. ***
* "Breve notizia del tesoro in MEC 14, pagina 419" ** Estratto da www.archeocartafvg.it - Autore: Massimo Lavarone, da Costanza Brancolini e Massimo Lavarone “Il Tesoretto di Codroipo“, Briciole Friulane n. 9, Editreg, Trieste, 2008, ISBN 987-88-88018-77-5, pgg. 29
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