La moneta nell'Impero persiano


La Persia fu il primo regno a necessitare di meccanismi più evoluti per la riscossione dei tributi e attinse alle esperienze di Babilonia; Dario fu il primo Re a introdurre l'uso della moneta (sotto l'influsso di quelle della Lidia) nel suo vasto Impero.


La pesatura dei metalli preziosi era un sistema già antiquato come forma di scambio monetario. Le monete coniate non erano infatti una novità nelle zone più sviluppate dell'Impero, ove il battere moneta era una pratica in voga da lungo tempo. in coincidenza con l'inizio della fase storica documentata da testimonianze scritte, Babilonia aveva già superato l'età del baratto e raggiunto uno stadio economico più avanzato che presentava tutti i fenomeni considerati necessari per la costituzione di una economia monetaria. La stessa scrittura si ricolelga al suo manifestarsi; le stesse tavolette ci danno il primo esempio di qualcosa che possiamo considerare scrittura e rappresentano una specie di registro commerciale elencante i più antichi ideogrammi e insieme costituiscono la più antica forma di contabilità.

La prima unità di scambio fu la misura di orzo. Col tempo si prese a sostituirvi i metalli preziosi. Questi venivano regolarmente pesati e quandoi ebbe iniziao la coniatura i nomi erano tratti dal più antico sistema di pesi. 160 she uno shiqlu, bilblioco siclo; 60 sh una mana, 60 mana 1 biltu o talento. Il talento pesava quindi 299 chili, il mana era appena più leggero di mezzo chilo.

Alcune monete d'oro e d'argento di Creso, che per qualche caso, non andarono ad impinguare il bottino dei soldati di Alessandro, sono state ritrovate nella tesoreria di Persepoli. Ve ne è qualcuna anche nel deposito che Dario fece realizzare nelle fondamenta dell'apadana. E' dunque evidenta quale fu la derivazione della monetazione del sovrano persiano.
Il darico di 8,6 grammi era sino a 23 carati, oro puro al 98%.Per l'unità in argento Dario scelse il mezzo statere, il siclos o siglos per il quale volle conservare l'antico peso di 5, 38 grammi; anche queste monete erano di un argento particolarmente raffinato puro al 90%.

I vari tagli erano in terzi quarti, sesti e dodicesimi. L'oro seguica il campione euboico mentre l'argento era calcolato in talenti babilonesi che pesavano 78 mine euboiche. Venti sigloi equivalevano a un darico.
Il rapporto tra oro e argento era così di 13,3 a 1.


Gli stati greci di Cizico, Mitilene e Focea avevano continuato a seguire l'antica procedure lidia di battere moneta in ellettro e i loro sbiaditi Ciziceni si distinguevano facilmente dal giallo acceso dai nuovo stateri di Dario. Il darico di 8,6 grammi era sino a 23 carati, oro puro al 98%. Per l'unità in argento Dario scelse il mezzo statere, il siclos o siglos per il quale volle conservare l'antico peso di 5,38 grammi; anche queste monete erano di un argento particolarmente raffinato puro al 90%.

Dario fissò anche l'impronta del conio per i suoi successori. Sul diritto è il magro sovrano barbuto, nell'atto un pò di correrre un pò di acchinarsi. Indosso ha la lunga veste regale e sulla testa leggermente piegata vi è la corona di guerra. Nella mano destra tiene una lancia con la punta rivolta verso il basso e poggiata sulla spalla destra; sulla spalla sinistra è una faretra e nella mano sinistra l'arco teso che valse il nomignolo di arciere alle monete così spesso usate per corrompere gli statisti greci. In un tipo più tardo era anche raffigurata un a corta daga sguainata. Come sulle antiche monete lidie, il rovescio ha soltanto l'incuso quadrato; le monete d'argento hanno il segno della punzonatura. Della enorme quantità di metalli preziosi che venivano ricevuti come tributo, veniva coniata solo una piccola parte, mentre il resto era conservato in lingotti, come riserva.

Impero persiano

Alle monete persiane si contesta il piano artistico, cioè un aspetto primitivo se lo si confronta con il contemporaneo sviluppo delle monete greche e la successiva ritrattistica romana.

Vi è anche una monotonia di emissioni, per quasi due secoli vennero coniati tipi identici, riproponendo la tradizionale iconografia reale di Medi e Persiani, presa dai bassorilievi di Susa e Persepoli: il Re soldato con arco e lancia oppure cacciatore, a mezzo busto negli argenti, a figura intera negli ori.*

Oltre ad essere le monete tutte simili, la datazione è molto difficile a causa dell'assenza di leggende.

 

* Roberto Martucci

I racconti di Erodoto