Monete Rinascimentali


Carlo Cipolla ci spiega che dagli ultimi decenni del Quattrocento ci si muove su un terreno più
solido con dati ed eventi, migliorarono di molto le condizioni delle offerte dei metalli preziosi! Condizioni derivate dal secolo delle scoperte: sia geografiche sia minerarie.


Nuove esigenze economiche e di mercato fanno sì che la moneta si presenti più "ricca", di peso maggiorato e valore intrinseco più consistente. A questo scopo si creano macchine capaci di produrre monete più spesse e di modulo più alto: la moneta subisce un sensibile rinnovamento
proprio nel periodo al quale si fa risalire il passaggio all'età moderna (De Agostini - 1993).
In realtà si può anche dire che con troppe varianti coniate si passa al caos monetario.

I portoghesi spingendosi lungo le coste occidentali dell'Africa, riuscirono a raggiungere le coste aurifere della Guinea e della Costa d'oro, contribuendo ad aumentare l'afflusso di oro all'Europa.
La prima coniazione aurea portoghese è lo Scudo d'oro del 1438 e quella più
abbondante del Cruzado d'oro è del 1457, sempre sotto il re Alfonso V.

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Dal 1450 si riebbe un aumento della quantità di argento disponibile nell'Europa,
dopo quasi un secolo di scarsità (erano esaurite le miniere della Sardegna), e ciò
dipese dalla scoperta di nuove miniere in Tirolo e in seguito in Slesia e Boemia.

Tutto ciò avviene mentre L'India è invece per metà impastoiata in una economia di monete
primitive, mentre la Cina lo è per tre quarti e l'Africa nera lo è per intero poichè conosce
soltanto monete di questo tipo, cioè conchiglie, barre di sale, barre di ferro, pesi d'oro.
Con la Conquista, l'America accede fra molte incertezze e lentezze, all'economia
monetaria ma a dire il vero in modo assai imperfetto.

L'argento in buona parte fluì nelle città intrattenenti rapporti col Tirolo, in cambio delle
molte merci che l'Italia forniva allora al mercato tedesco; le città col più stretto legame
economico furono Venezia e Milano: diventarono i più importanti mercati per l'argento in
Italia, documentati acquisti da parte di altre zecche in queste città, e in esse furono
coniate le prime maxi-monete d'argento: la Lira Tron e la Lira di Galeazzo Maria.

Quindi non è un caso se nel campo numismatico vero e proprio, la maggior
disponibilità di argento è documentata dalla comparsa di quelle magnifiche monete
grosse e pesanti di ottimo argento, le quali prendranno col tempo il nome di "Testoni".*

La prima Lira coniata

Una nuova moneta nacque in Germania verso la fine del 1400, e divenne presto
una star internazionale, durando per diversi secoli in decine e decine di varianti.

La nascita del Tallero

Il suo nome passò nei secoli ad indicare centinaia di tipi monetali, tutte di stati
vogliosi di imitare le principali monete europee e tedesche dall'elevato valore,
passando dal Tallero di Maria Teresa fino ad arrivare a quello prussiano del 1800.

Le monete dell'Austria e degli Asburgo

Lo scudo d'oro

Nei secoli seguenti ci furono importanti pensatori che scrissero sulla moneta, sulla
circolazione monetaria e sui metodi per tenerla stabile ed evitare le svalutazioni,
causate spesso dallo Stato, indicato come artefice di una possibile rovina economica.

Copernico e il trattato sulla moneta

 

La febbre dell'oro Nel XIV secolo per i commerci internazionali si preferiva far ricorso all'oro,
dal momento che il valore dell'argento oscillava di continuo e le monete venivano di continuo falsificate. L'oro divenne così sinonimo di stabilità, di solidità, in una parola di ricchezza;
divenne il sogno, l'aspirazione di un periodo che vedeva nell'oro soltanto, la sua ancora
di salvezza, causa inondazione di monete d'argento svalutate. La circolazione del prezioso
metallo era minima nell'Europa settentrionale e centrale, per quanto riguarda l'alto
medioevo alcuni storici dell'economia ne fissano l'equivalente in 300/500 tonnellate,
meno di quanto oggi se ne produca in un solo anno.

La febbre dell'oro

La conquista spagnola dell'America centrale e meridionale con le sue ricche riserve d'oro
e argento giunse per l'Europa al momento opportuno. Attraverso la Spagna si rovesciò sul
nostro continente un flusso d'oro apparentemente inesauribile, mentre oltreoceano si
spremevano gli Indio s tramite furto, truffa, torture e lavori forzati. I conquistadores
nei territori annessi si arrogavano diritto di morte sugli indigeni, inviavano verso
la penisola iberica intere flotte cariche di metalli preziosi.

La scoperta delle Americhe

Quando si ebbe la scoperta delle Americhe e dei suoi favolosi giacimenti d'oro e d'argento,
tutta l'economia monetaria europea fu sconvolta e quella mondiale trasformata.

L'accumulo di oro e argento da parte della Spagna sembrava non dovesse mai avere fine:
le navi che provenivano dall'America ne scaricavano di continuo a Siviglia, e la caccia
che Inglesi e Olandesi davano ai galeoni costituiva oramai il tema centrale della
politica internazionale.

L'oro e l'argento della Spagna

Persino i teorici dell'economia erano convinti che uno stato fosse tanto più ricco quanto
maggiore era la quantità di metalli preziosi di cui disponeva, ragion per cui i grandi
si sforzavano di aumentare la propria potenza moltiplicando i loro possedimenti
di metallo prezioso.

 

Si teorizzò quindi la "Legge di Gresham", secondo la quale
"la moneta cattiva scaccia la moneta buona".
Un esempio che vale per tutta la storia dell'umanità !!

La legge di Gresham

In questo sedicesimo secolo la lira, creata cinquecento anni prima come unità ideale di conto, appare materialmente in Piemonte, introdotta da Emanuele Filiberto nel 1562, con il peso di 12 grammi e mezzo d'argento, e fa parte dell'importante riforma monetaria del duca.

 

* C.M.Cipolla - "Le avventure della lira"

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