Origine della moneta e monete antiche


La storia delle monete non si può dissociare da quella dei metalli preziosi. All'inizio si usavano lingottini o pani di metallo per i commerci. Poi spuntarono i dischetti tondi di oro e argento, o nella loro lega chiamata elettro, che rendevano più facile il trasporto ma soprattutto l'acquisto di beni di ogni tipo; valevano il loro contenuto in peso ed avendo pesi diversi permettevano di avere a disposizione denaro anche per le spese piccole, senza dover preoccuparsi di dover tagliare i grossi pezzi di metallo.


Le origini dell'oro

L'oro come moneta


In Babilonia, nei tempi più remoti, il rame serviva come denaro mentre nell'antica Assiria il piombo era il mezzo di pagamento usuale. Entrambi furono poi sostituiti dal'argento nel III millennio a.C.; esso compare in diverse forme e oltre al'argento grezzo lo si trova anche in forma d'anello.

Babilonia e l'inizio dei metalli


La prima attestazione di monete nel senso completo del termine, e quindi non solo di metallo punzonato con un simbolo, ci proviene da una regione dell'Asia Minore, la Lidia, dove lo storico greco Erodoto ci racconta per primo di questa strana usanza dei dischetti di metallo.

La moneta nasce in Lidia

Da qui si deve conoscere il concetto dei talenti. Un talento era composto da 100 libbre di argento non coniato (quindi senza valore nominale) ed una libbra pesava, in origine, 327,168 g; l'argento è oggi valutato in 440 euro al Kilo così un talento di 32,717 chili varrebbe circa 14 mila Euro. il paragone è stato possibile farlo solo perché un talento non era coniato, quindi ragioniamo sul valore intrinseco dell'argento puro. ===============
Manca ancora un'operazione: moltiplicare questo risultato per il rapporto tra il valore del nostro argento (460$/kg) e il valore dell'argento di allora (sconosciuto ma molto superiore all'attuale)...

"Non ci resta che tornare alle belle vecchie stime... mi par di ricordare che una nave da guerra costasse 3 talenti."*
Era il periodo in cui i valori grossi si pesavano, non si valutavano in monete.

La moneta nell'Impero persiano

Uno dei problemi principali diventò presto il dover appurare se i dischetti tondi
di oro e argento valevano il loro contenuto in peso; qui entra in gioco il sigillo
dell'autorità emittente(Re, Imperatore...), il quale serviva anche a garantire la qualità
e il valore intrinseco. La Civetta di Atene o le tetradracme di Alessandro furono esempi
della credibilità di cui godettero gli Stati che le emisero.

Le monete greche

Nell'antichità la moneta era presso i cambisti un oggetto di commercio come il metallo non monetato. Il peso e il titolo determinavano il corso della moneta, senza alcun riguardo al valore arbitrario che le davano alcuni governi per l'uso dei loro sudditi.

Le monete ellenistiche

Dalle coste del Mediterraneo l'uso della moneta si diffuse presso molti dei popoli dell'interno,
quasi tutti appartenenti all'etnia dei Celti.

Le monete celtiche

Si arriva quindi al sistema monetario romano, il più evoluto, complesso e diffuso nell'antichità,
oltre ad essere quello di cui ci sono giunti innumerevoli esemplari più di qualsiasi altro.

I Romani chiamavano libbra un peso di circa 325 grammi ed era in riferimento ad essa
che si usava determinare il piede delle varie tipologie monetali. Ma non era una moneta.

Le monete principali a circolare nell'età repubblicana e nel primo periodo imperiale erano:

Asse in bronzo
Dupondio in oricalco equivalente a 2 assi
Sesterzio in oricalco equivalente a 4 assi
Denario in argento equivalente a 16 assi
Aureo in oro equivalente a 25 denari

Ad esse se ne aggiunsero molte altre, soprattutto nei secoli III e IV.

Le monete repubblicane romane

Le monete imperiali romane

La diffusione delle monete romane

L'inflazione: un male antico

 

Nell'antichità, forse perchè si era più vicini all'istituzione della moneta, e se ne aveva l'istituzione più presente allo spirito, le alterazioni furono più rare.

Più consistente fu il problema delle falsificazioni effettuate nel Rinascimento, quando si era
diffuso lo studio e la ricerca delle monete classi; apparvero monete di pura invenzione tra
le quali la più famosa era una commemorante la vittoria di Cesare su Mitridate, re del Ponto;
su di essa compariva la scritta "Veni, vidi, vici", le parole che si dice fossero pronunciate da
Giulio Cesare a descrizione dell'evento.

 

* Yahoo Answer - Autori vari