La diffusione delle monete romane


Le monete romane ebbero una diffusione molto superiore ai confini del loro Impero.
Il commercio dell'antichità era molto più vasto di quello medioevale e i ritrovamenti


Al suo apice, l'Impero Romano era un sistema straordinariamente complesso. Grano, manufatti
e monete circolavano all'interno di un sistema economico che si estendeva dall'Inghilterra settentrionale sino al corso meridionale del Nilo; era un mondo nel quale fioriva l'erudizione
e dominava la legge. E c'erano perfino shopping mall come il foro di Traiano a Roma.

Plinio il Vecchio ci narrà l'incredibile storia del commerciante romano naufragato presso
Ippuno, nell'isola di Trapobane (Ceylon). Il sovrano locale ammirò la rettitudine del
governo romano
, perchè notò, dalle monete recuperate dopo il naufragio, che i denari
erano di uguale peso, benchè riportassero diverse effigi, e ciò dimostrava come fossero
stati coniati da sovrani diversi.

Questo episodio ci rende consci che le monete, pur arrivando in uno stato lontanissimo
dal luogo in cui erano state coniate, potevano dimostrare la credibilità dell'autorità
emittente, se questa onorava a tal punto la propria rispettabilità da emettere monete in
metallo prezioso dello stesso peso per lunghi periodi.

Il messaggio da ricavare è che, anche arrivando molto al di fuori della propria sfera
di influenza, un simbolo coniato su una moneta attestava che ci si poteva fidare
del contenuto intrinseco del pezzo.

 

La famosa dicitura "Hic sunt leones" che contornava le mappe antiche del continente nero, è in realtà una invenzione medioevale! I romani conoscevano l'interno dell'Africa molto meglio di
quello che crediamo, commerciavano tramite intermediari con Niger, Sudan e Corno d'Africa, usavano le antiche piste carovaniere presenti nel Sahara, traversava dalla costa libica della Sirte fino al fiume Niger, del I millennio a.c., Scoperte da Henry Lhote tra gli anni Trenta e Cinquanta, successivamente alcune monete romane, assieme a ceramica, furono rinvenute sino in Costa d'Avorio nel 1955.

Il sito Web romanoimpero.com ne parla così :

Il commercio di oro, avorio e animali esotici è testimoniato dal forte dell'oasi di Abalessa nell’Hoggar alerino (1600 km a sud di Algeri) in uso forse già  dall'alto impero
e in grande auge nel IV sec. d.c.
Materno vi trovò ampie distese di savana predesertica popolata da un gran numero
di specie animali, tra cui il rinoceronte nero bicorne ignoto all’epoca ai romani, i quali
conoscevano solo il rinoceronte bianco ad un solo corno diffuso in Nubia e già  noto
nell’Egitto tolemaico. Compaiono infatti le immagini del rinoceronte nero sulle monete di Domiziano, evidentemente l'arrivo dei primi esemplari di questa specie sconosciuta aveva
impressionato notevolmente Roma.

 

Pochi sanno che la loro città più meridionale di cui esistono ancora i resti è Germa
situata in pieno deserto libico a parecchie centinaia di chilometri dal Vediterraneo

 

Ancora più a sud a Port Durnford nella regione somala del Bur Gao quasi
al confine keniota nel 1912 è stato scoperto un tesoretto di monete, con
emissioni di Nerone, Traiano, Adriano, Antonino Pio, Costantino,
Costantino II e Costante. Questo fatto conferma i dati dell’India
meridionale e di Ceylon che vedono nel IV secolo il periodo di maggior
attivismo romano sulle linee commerciali dell’Oceano Indiano.

Ciò è attestato in letteratura dai ritrovamenti monetari citati in Africa da
Charlesworth riporta saltuari ritrovamenti di monete in Madagascar e Zimbabwe
fino al Natal e alla regione del Capo tetrarchica e costantiniana.