La diffusione delle monete romane


Le monete romane ebbero una diffusione molto superiore ai confini del loro Impero.
Il commercio dell'antichità era molto più vasto di quello medioevale e i ritrovamenti


 

Plinio il Vecchio ci narrà l'incredibile storia del commerciante romano naufragato
presso Ippuno, nell'isola di Trapobane (Ceylon). Il sovrano locale ammirò soprattutto
la rettitudine del governo romano
, perchè notò, dalle monete recuperate dopo il
naufragio, che i denari erano di uguale peso, benchè riportassero diverse effigi,
e ciò dimostrava che erano stati coniati da sovrani diversi.

Questo episodio ci rende consci che le monete, pur arrivando in uno stato lontanissimo
dal luogo in cui erano state coniate, potevano dimostrare la credibilità dell'autorità
emittente, se questa onorava a tal punto la propria rispettabilità da emettere monete in metallo prezioso dello stesso peso per lunghi periodi.

Il messaggio da ricavare è che, anche arrivando molto al di fuori della propria sfera
di influenza, un simbolo coniato su una moneta attestava che ci si poteva fidare
del contenuto intrinseco del pezzo.

Vedremo altri esempi nel corso della storia.

 

La famosa dicitura "Hic sunt leones" che contornava le mappe antiche, è in realtà una invenzione medioevale! I romani conoscevano l'interno dell'Africa molto meglio di
quello che crediamo, commerciavano tramite intermdiari con Niger, Sudan e Corno
d'Africa, usavano le antiche piste carovaniere presenti nel Sahara

 

pochi sanno che la loro città più meridionale di cui esistono ancora i resti è kfdlfdlk
situata in pieno deserto libico a parecchie centinaia di chilometri dal mediterraneo

Ciò è attestato in letteratura dai ritrovamenti monetari effettuai da Cunnigham in
Tanzania e in Mozambico!

Il sito storia romane cita un ritrovamento di monete romane in Ghana nel 1957.