La moneta nel Medioevo



Il tardo Impero

Le monete barbariche

Le monete merovinge

Dopo gli anni della caduta dell'Impero Romano, l'oro scomparve dall'Occidente ma
continuava ad essere coniato nei Solidi bizantini, nei Tarì arabi e nelle loro zone d'influenza.

Le monete Bizantine

Le monete Arabe

Dopo gli anni della caduta dell'Impero Romano e degli stati barbarici, la moneta acquistò nell'Europa Occidentale una nuova forma sotto il regno di Pipino e di Carlo Magno.

La moneta Carolingia

La moneta inglese

Anche i vichinghi usavano monete e una delle loro contribuì a risolvere una enigma storico.

Il Penny del Maine

 

L'uscita dal Medioevo in campo monetario si ebbe dapprima in Italia, con monetazioni che diventarono degli standard in tutta Europa e nei commerci con l'Oriente.

I cambiamenti monetari di Filippo il Bello e le prime svalutazioni dell'Occidente nel 1300 circa sollevano la protesta di quasi tutte le categorie sociali e nelle città anche sommosse. La massa dei contadini senza dubbio non vedeva quasi ancora nessuna moneta d'oro, e anche pochi grossi d'argento ma maneggiava sempre più il denaro. Essa partecipava, sebbene da lontano, a quella evoluzione capitale che ha fatto entrare il denaro nella vita quotidiana degli occidentali.

Le monete di Firenze

Le monete di Venezia

Il grande commercio motore dell'espansione geografica, ha del pari avuto la sua importanza capitale in un fenomeno di cui le città sono state il centro: espansione economia monetaria. Centri di consumo e di scambi, le città hanno dovuto ricorrere sempre più alla moneta per regolare le loro transazioni.
Il XIII secolo è quello dello scambio decisivo. Firenza, Genova, Venezia, i sovrani spagnoli francesi, tedeschi, inglesi dovevano coniare, per rispondere a questa necessità, dapprima monete d'argento di valore elevato, i grossi, poi monete d'oro: scudo di San Luigi nel 1263/65, ducato....

Il rapporto oro - argento nel Medioevo

Il secolo del ritorno all'oro sarà un elemento decisivo nella trasformazione dell'Occidente medioevale introducendosi nelle campagne, modificando la rendita rurale in proponderanza di economia monetaria su economia naturale.

 

Nei secoli seguenti ci furono i primi pensatori che scrissero sulla moneta, sulla circolazione monetaria e sui metodi per tenerla stabile ed evitare le svalutazioni, causate spesso dallo Stato.

Uno sconosciuto pionere è :

Nicola d'Oresme