Le monete francesi


La monetazione francese


Dicevamo nel capitolo riguardante le invasioni barbariche dei 200 anni in cui le monete romane furono ignorate.

Quando la monetazione incomincia a riprendere vita attorno al 1000, è l'espressione grafica della politica in cui in assenza di una effettiva autorità forte e centrale, principi, duchi, conti, vescovi e autorità cittadine hanno preso a battere monete per proprio conto. Dal tempo di Luigi IX (1226 - 1279) comunque mentre la monarchia acquista terre e potere, le monete reali gradualmnete iniziano ad ombreggiare le altre. Questo processo arriva alla sua completa attuazione attorno al 1500, ma monete locali continuano a circolare per molti anni in varie parti della Francia.

Questa lunga tradizione di potere decentralizzato può spiegare come mai in un paese unitario,
ci siano state uno stragrande numero di officine monetarie ufficiali operanti simultaneamente
sino alla metà del diciannovesimo secolo.

La maggior parte delle monete francesi attualmente reperibili sul mercato, è stata emessa negli ultimi 250 anni, ovvero dal tempo di Luigi XV (1715 - 1774) in avanti. Esse riflettono la storia florida ma turbolenta del paese durante questo periodo: la corrotta lussuria della corte francese

 

La Lira Tornese, il denaro d’argento

Il tornese, denominato anche denaro tornese, era un denaro realizzato in argento emesso per la prima volta dall’Abbazia di San Martino a Tours in Francia, agli inizi del XI secolo. La lira tornese decretò la moneta ufficiale della Francia sino al 1789, anno della riforma monetaria con l’introduzione del franco germinale.

Questa moneta, così come la moneta parisino e all’angevino, caratterizza il denaro più importante all’epoca della Francia Medievale.

Sotto il dominio di Luigi VIII e Luigi IX la moneta venne estesa al resto del regno, emettendo una valuta di grosso taglio, possedente un valore di 12 denari, coniando anche la “maglia bianca”, la moneta da mezzo grosso e la “maglia terza” da 1/3 di “grosso”. Soltanto in seguito fu coniata anche la lira tornese da 240 denari (rappresentata da Franc à cheval di Giovanni il Buono, 1350 – 1364). Furono posti dei limiti alla moneta tornese nei regni franchi dell’Oriente Latino, in Germania, nei Paesi Bassi e in Portogallo, mentre in Italia fu coniata dal regno di Alfonso I d’Aragona (Napoli) fino alla fine del Regno delle Due Sicilie. La moneta tornese rimase in vigore sino alla Rivoluzione Francese, dopodiché fu coniato il franco, per indicare una moneta d’oro dal valore di una lira tornese, al tempo di Giovanni il Buono.

 

* John Porteous - "Monete"