Le monete vichinghe


Col termine Vichinghi si definiscono dei popoli del Nord Europa, Danesi e Scandinavi, dapprima sconosciuti ma che durante il 700 iniziarono a prendere di mira le isole britanniche con le loro spedizioni di saccheggio e razzia. Durante la fine del Regno di Carlo Magno ci furono sporadiche spedizioni anche in Francia, non considerate diverse però dagli altri pirati del mare del Nord , tipo i Frisoni. Fu solo dall'850 che queste incursioni, inizialmente solo di danesi, divennero vere e proprie ondate di invasione.


L'argento piaceva molto ai Vichinghi e ben presto iniziarono a essere pagati affinchè se ne andassero. Una specie di tributo per lasciare in pace le città. Il termine che definiva ciò era danegeld (soldi per i danesi). Non si conoscono gli importi esatti ma i Franchi negli anni tra 845 e 884 pagarono riscatti da 7 mila, 5 mila, 6 mila, 5 mila e 4 mila pound sino a 12000 del 884; rendono quindil'idea dell'ammontare di argento in barre e monete che fuoriuscirono dalle casse del Regno dei Franchi. Anche prodotti come il vino furono versati come tributo.

I tributi, come quello da 4000 libbre dell'866 era a carico di tutto il regno franco e si suddivideva con le imposte: 6 denari come mansus libero, 3 denari per ogni mansus servile, un denaro per ogni abitante, mezzo denaro per ogni abitante temporaneo, un decimo sul valore delle merci che venivano scambiate, ed infine un pagamento dai sacerdoti in base alla loro ricchezza. Il mansus era l'unità base della proprietà sulla quale erano calcolate le tasse.


Tesoro vichingo con numerosi denari d'argento

La moneta giunge quindi in Scandinavia come un sottoprodotto dell'età vichinga: furono infatti i predoni del mare a diffonderne il concetto, rientrando nelle loro terre con un bottino consistente per lo più in argento e monete. Quando apparvero le prime monete scandinave, alla fine del X secolo, si trattava per lo più di pennies d'argento, imitazioni fedeli delle corrispondenti monete britanniche dell'epoca. Nei secoli la varietà delle monete vichinghe spaziò da sgrammaticate e rozzamente eseguite a opere d’arte insolite e sofisticate.

Come accennato nel caso dei tesori depredati, l'argento era usato nel commercio sia in moneta sia spesso anche in lingottini o gioielli. Nel 1002, pagamento ai Danesi di 24.000 once d'argento; 36.000 nel 1007, 48.000 nel 1011.

Ritrovamento di un eccezionale tesoro

Nell'aprile 2018 il tesoro del re danese Aroldo I è stato ritrovato da un archeologo amatoriale e
uno studente di 13 anni. Aroldo, uno degli ultimi re vichinghi, meglio noto come Aroldo Dente Azzurro o Bluetooth, regnò sul nord della Germania, sulla Svezia meridionale e su parte della Norvegia dal 958 al 986 d.C.

Gli oltre 400 metri quadri di terreno da sondare hanno portato alla luce collane intrecciate, perle, spille, un martello di Thor, anelli e circa 600 monete. Molti erano denari predati dalle razzie in Francia e dintorni.


Tesoro vichingo di Bluetooth con numerosi denari d'argento di varie epoche.

I ritrovamenti di tesoretti vichinghi sono verificati spesso anche in Inghilterra, Galles,

Il tesoro si trova vicino a Ribe, la città più antica della Danimarca. Furono gettate sul fondo di una palude come offerta rituale per gli dèi norreni oppure perse da un mercante, all’inizio del IX secolo, durante il regno di Goffredo di Danimarca o di un suo successore.

La prima moneta era stata trovata dal cercatore dilettante Tommy Lybekker, lo scorso 14 agosto. Sul dritto vi era un viso con occhi spalancati, capelli irti e baffi, mentre il rovescio era inciso con un cervo o un daino davanti a un serpente. Finora erano noti solo 11 esemplari di questa moneta vichinga, coniata in Danimarca verso l’800-825 d.C. «Il giorno successivo abbiamo contattato lo scopritore della moneta, e presto è risultato che sul terreno ce n’erano molte», ha raccontato l’archeologo Morten Søvsø (Sydvestjyske Museer). Finora sono state trovate 252 monete in quella che era una palude, così ben conservate che sembrano appena coniate, ma invece hanno circa 1200 anni. Di queste, 249 mostrano la rara combinazione testa/cervo, mentre sulle altre 3 è incisa una nave vichinga con un pesce sotto la chiglia.

In tutta la Scandinavia la monetazione è in realtà quasi sconosciuta sino ai tempi moderni. Le prima monete trovate in discreta quantità furono quelle della Svezia, tra le quali il rame è sempre stato un elemento di grande importanza. Anche i vichinghi norvegesi batterono monete e una delle loro contribuì a risolvere una enigma storico.

Il Penny del Maine

 

Più della metà delle monete della Scandinavia del periodo vichingo sono state rinvenute nell'isola di Gotland, posizione strategica nel Mar Baltico; anche 32 ammassi di monete sepolte prima dell'890, contenenti anche più di 4000 monete, per la maggior parte kufic (arabe). Circa 80% delle monete bizantine, piuttosto rare in Scandinavia, sono state sempre rinvenute lì.

Novgorod e Kiev furono occupate dai vichinghi Rus nel IX secolo e proprio nella Russia di Kiev verso il 1000 si coniarono alcune monete, addirittura anche d'oro! I Principi di Kiev le emisero per imitare i bizantini e comunque solo per poco più di un secolo. Si fa risalire a loro l'inizio della monetazione russa

Avvennero incursioni ostili dei Rus in terre musulmane ma il loro contatti furono principalmente dedicati agli affari.

Le monete arabe erano garantite per il fatto stesso che mantenevano il proprio valore anche all'esterno delle frontiere dei regni arabi. Esse arrivarono fino alla Scandinavia; se ne trovarono lungo le antiche strade commerciali dei Normanni, che commerciavano oltre il Volga ed il Dnjepr. La grande quantità di monete arabe ritrovate in Scandinavia occidentale è una parte della storia; rinvenute 80mila monete di cui la metà a Gotland; un gran numero rinvenute anche in Russia.

Ibn Rusted, enciclopedista arabo: "Conservavano il denaro ricavato dalla vendita di pellice o schiavi in apposite cinture."