Nicola Oresme: moneta buona e cattiva


Esponente di punta della scolastica e del nominalismo all’Università di Parigi,
scrisse un trattato sulla moneta e sull'economia di importanza rivoluizionaria.



Il francese Nicolas d’Oresme (Fleury-sur-Orne 1323 – Lisieux 1382), fu filosofo e teologo presso l'università di Parigi intorno al 1355. È ritenuto uno degli esponenti più autorevoli del pensiero economico della scolastica, studioso di molti temi scientifici.

Scrisse un trattato di economia verso il 1360, il "Tractatus de origine, natura, iure et mutationibus monetarum", il quale rappresenta il primo tentativo rilevante di distinzione della trattazione dell'economia dalla morale e dalla politica.

In esso sostiene la teoria della moneta-merce contro quella allora dominante della moneta-segno, si scaglia contro le alterazioni monetarie (come farà in seguito Copernico) e sembra anticipare il principio che sarà poi detto legge di Gresham.

Le svalutazioni della moneta sono un fenomeno su cui il principe deve mantenere la massima vigilanza; se invece effettuasse svalutazioni a suo piacimento non sarebbe un sovrano legittimo, ma un tiranno, e non avrebbe alcun diritto a governare! E Oresme ricorda che il potere di un tiranno si fonda sulla paura, mentre quello di un re è basato sui legami di fiducia che il sovrano sa instaurare col popolo.

I suoi scritti e le sue tesi dimostrano inequivocabilmente l'evoluzione economica del periodo: nel campo monetario
l'uscita dal Medioevo era già avvenuta.

Visione del testo originale:

T r a c t a t u s    d e   o r i g i n e , n a t u r a ,  
i u r e   e t    m u t a t i o n i b u s   m o n e t a r u m