Il Piede monetario


Il piede monetario è una quantità di metallo, un peso tipo la libbra o il marko.


 

In sostanza il piede monetario è una quantità di metallo dalla quale si deve ricavare un determinato numero di monete

Il piede monetario non sarebbe una unità di conto anche in certi casi le poteva corrispondere.

Non è sempre esattamente noto quando queste trasformazioni siano avvenute e nemmeno quando in alcuni paesi si sia verificata la scissione tra il significato di unità ponderale di base e quello di piede monetario. Ma anche in questo periodo oscuro la "librae" è ancora un peso e nel contempo piede monetario da cui ritagliare un certo numero di monete effettive, come sempre era accaduto fin dai tempi della Roma di Servio Tullio.

Nei regni tedeschi, verso il Mille nasce una nuova unità di peso, il marko, equivalente 
a due terzi della libbra romana (o della libbra tower in uso a Londra) e quindi a più di 
metà della libbra di Carlo Magno.

Diviene subito piede monetario in Francia e in diversi  paesi anglosassoni e difatti
non si ha nel linguaggio monetario inglese un termine più  comune di esso. Ma non
fu mai una moneta sino al 1871!

1750: In quest'anno ci fu un'altra riduzione del peso nelle aree controllate da Prussia, Assia e Brunswick-Wolfenbüttel, fino a 22,2 g con un titolo di 750,0/.... Un marco di Colonia d'argento conteneva ora 14 talleri.
1754: Con l'accordo monetario tra Austria e Baviera del 1753 ha inizio il periodo del Konventionsthaler, un tallero con un contenuto d'argento pari a 1/10 del marco di Colonia. La moneta pesa 28,0 g con un titolo di 833,0. Con il tempo questa moneta si diffonde in gran parte della Germania centrale e meridionale.
1755: Il Kronenthaler è emesso per la prima volta nei territori controllati dagli Asburgo, in particolare nei Paesi Bassi austriaci e nella Germania meridionale. Ha un peso di 29,44 g e un titolo di 873,0...

La X (croce di Sant’Andrea) posta al rovescio dopo la data, è stata impressa sulle monete per ricordare la riforma monetaria “Piede Monetario di 20 fiorini” sancita dall’accordo del 1753 con la Baviera. In base a quell’accordo si decise che da un marco (era un peso non una moneta) di Colonia, di 233,8555 grammi di argento fino, si dovessero ricavare monete per un valore di 20 fiorini. Quindi un fiorino, qualunque fosse il suo titolo, doveva contenere 11, 69277 g di argento fino. Per questo motivo queste monete presero il nome di Talleri di Convenzione.

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