Il sistema della doppia circolazione


Introduciamo qui un sistema monetario tipicamente medioevale in cui due metalli, l'oro e l'argento, le monete legali dotate di potere liberatorio illimitato sono quelle per i commerci esteri; le altre monete piccole, di argento a bassa lega o di rame servivano solo pr i commerci interni e minuti


Il bimetallismo è detto zoppo o incompleto quando, uno dei due metalli per l'aumentata offerta si deprezza e lo Stato per bloccare la speculazione (dovuta al divario fra parità legale e parità commerciale creatosi fra i due metalli) ne sospende la libera coniazione.

Nelle città mercantili italiane di inizio XIII secolo circolano due monete assieme: una sexy luccicante e formosa per il commercio internazionale e una rinsecchita, svilita e bruttina per fare la spesa e pagare i salari. Quest'ultima, in contrapposizione all'altra, il grosso, finisce per essere chiamata picciola (erano i denari e i quattrini) ed è la vera antewsignana della moneta contemporanea. Naturalmente continua ad essere usata anche l'unità di conto, la Lira, solo che raddoppia: oltre in lira di grossi ora si calcola anche in Lira di piccioli: Riscuotere in grossi e pagare in piccoli diventa in tal modo una potentisima e apprezzatissima fonte di guadagno. Il meccanismo è semplice: il valore teorico di una Lira, sia essa di grossi sia piccioli di è uguale. Quel che invece cambia e di parecchio è il valore intrinseco: nel primo caso 15,68 grammi d'argento mmentre nel secondo 12,58 con un adiffrenza di circa il 25%. Naturalmente era facile capire quanto ci si potesse lucrare sulla diseguaglianza tra i due valori. Difatti i veneziani sanno fare benissmi i loro conti e sfruttano allegramente il cambio tra grossi e piccoli per finanziarsi. In realtà ne combinano di ben peggiori: si inventano una moneta pèiccola e brutta denominata tornesello da inviare nei domini oltremare per pagare marinai e galeotti, la cui paga è conteggiata in lire ma regolata con questa moneta di bassa lega. Si tratta di una vera e propria truffa di stato !

Ai giuorni nostri ciò sembrerebbe incredibile: se un cliente volesse pagare la spesa con 500 euro il cassiere subdorerà una truffa ma una volta accertata l'autenticità ella banconta consegnerà la merce richiesta. Nel medioevo non era così: non si poteva andare a comprare il pane con una moneta d'oro e mai nessuno lo avrebbe fatto. Il fiorino o il ducato d'oro non erano multipli delle loro rispettive monete d'argento, erano parte di sistemi monetai diversi ma circolavano parallaelamente nei rispettivi stati del tempo.

Da ciò si evince quanto il cambiavalute fosse una figura indispensabile all'epoca, quanto il panettiere o l'artigiano.

Anche nel rinascimento,come oggi si cercavano di regolare i sistemi e rirapporti monetari. Mai vertici internazionali a cui siamo abituati ai giorni nostri costituivano un evento sbalorditivo.
Nel 1469 si tenne una sorta di G5 dell'epoca dove si dicuteva di rapporti internazionali nonchè del valore delle monete auree, argentee e nere. In quell'anno si ritrovaro no a Brugges nelle Fiandre Luigi IX di Francia, Edoavrdo IV d'Inghilterra, Federico III d'Asburgo, Carlo di Borgogna e gli ambasciatori veneziani. "Lo scopo era definire chiaramente i rapporti tra le monete. I maggiori capit di stato avewvano preso atto del disordine monetario e forse dei rischi di una carenza di contante, soprattutto di moneta nera, un fenomeno che oggi gli storici definiscono tra i principali freni allo sviluppo economico del medioevo."

(per esempio nei sistemi bimetallici vigenti nel sec. XIX il rapporto legale fra oro e argento era in genere di 1 a 15,50, cioè l'oro valeva 15,50 volte di più dell'argento).

nome mantenuto in Sicilia odeirna dove tutt'ota le monete sono dette piccioli