La Russia e il platino


In Russia si sperimentò nella prima metà dell'ottocento l'uso del platino come
metallo per la coniazione di monete.


 

Havvi un altro metallo che gode al più alto grado le attitudini monetarie e che a prima vista sembrerebbe molto più atto dell'argento a preservare la moneta dal decadimento temuto: il platino!


Questo metallo non si trova di fatto che in due soli punti: nell'Ural e al Choco della Nuova Guinea
e la geologia non ci fa prevedere la scoperta di altri importanti depositi. Il platino è inoltr ein tali condizioni metallurgiche che il suo costo di produzione non possa aumentare o diminuire sensibilmente. Riesce in verità alquanto più difficile a lavorarsi che l'oro o l'argento ma la
differenza è debole, e sparirebbe ben presto sotto i perfezionamenti che un lavoro costante e regolare potrebbe arrecarvi. La grande differenza che si osserva a Parigi tra il platino vecchio
e il nuovo viene dall'essere la raffinazione del metallo in istato di monopolio.

Dal 1828 al 1845 il governo russo emise una moneta di platino, la cui somma in 17 anni si elevò a circa 20 milioni di franchi francesi ma questo importante esperimento rimase in compiuto. Sembra che taluni impiegati adetti a raffinarlo approffitando dell'oscurità di questa operazionene fecero ricavare di netto appena il 60% invece del 75% e fecero vendere a basso prezzo a Parigi e a Londra il metallo di cui segretamente si impadronirono. Il prezzo del platino decadde da 1100 a 800 franchi. Il governo russo, ignorando allora la causa di un tale ribasso o non potendola sopprimere, smonetò il platino!

Quale ne sia la causa non crediamo che il platino possa avere nella circolazione un valore più stabile dell'oro e dell'argento; una volta introdotto nella massa monetaria ne subirebbe la solidarietà e salvo qualche leggera deviazione, si alzerebbe e si abbassarebbe con tutta la massa. Le quantità esistenti e quelle che si potrebbero produrre sono altresì deboli che la circolazione del platino non potrebbe costituire l'unica moneta d'una grande nazione. Infine il piccolo numero degli scavi permetterebbe agli scavatori che li possiedono di darsi a certe speculazioni, alle cui conseguenze non sarebbe prudenza l'esporsi.