Nascita del Dollaro USA


Nelle colonie inglesi del Nord America le monete straniere, soprattutto spagnole, circolavano
più di quelle inglesi e variavano da stato a stato. Dopo l'indipendenza, il Congresso
ritenne però che fosse necessaria un'unica divisa per contribuire alla coesione
della nuova nazione.


 

Prima dell'indipendenza delle 13 colonie del Nord America, benchè la valuta legale restasse la sterlina inglese, divisa in 20 scellini, a sua volta divisi in 12 pence, il suo valore in America era diverso da stato a stato: la moneta più diffusa, il dollaro spagnolo (o pezzo da 8) valeva 5 scellini in Georgia, molti di più passato il confine con la South Carolina e 6 scellini nel New Hampshire, mentre il cambio ufficiale a Londra era di 4 scellini e mezzo. A rendere le cose ancora più complesse c'era il fatto che era diviso in 8 sottounità in Pennsylvania (gli 8 reales) e in dieci in Virginia. Oltre al dollaro e ai dobloni spagnoli erano in circolazione anche i luigi d'oro e gli scudi francesi, i moidore, le pistole e gli half-Joe portoghesi (così chiamati perchè portavano una immagine di Giovanni V), i fiorini olandesi, i riksdaler svedesi nonchè ovviamente le monete britanniche tipo ghinee, scellini e penny.

Si veda Le monete nelle colonie inglesi del Nord America

La famigliarità aveva insegnato alla maggior parte della gente a passare indifferentelmente da una valuta all'altra e lo stesso George Washington, da adolescente, riceveva la propria paga in pistole e dobloni. Tomas Jefferson annotava una vendita di terreni registrando il prezzo con la frase "200 sterline di cui 20 half-Joe sono pagati." ovvero rispettivamente 950 e 160 dollari.*

Quando George Washington rispose al generale Rufus Putnam nell'aprile 1784, la sua lettera illustrava il problema valutario fondamentale che la nuova repubblica si trovava ad affrontare. Sottolineando come il Congresso fosse ancora in situazione di stallo sulla questione fondiaria: proponeva di concedere in affitto i suoi 30mila acri nella valle dell'Ohio agli impazienti veterani del Massachusetts e spiegò che l'affitto sarebbe stato alto circa 36 dollari per 100 acri e il costo delle migliorie da lui realizzata ammontava a £ 1568 della Virginia pari a £ 1961/3/3 del Maryland, della Pennsylvania o del Jersey. Se Rufus avesse avuto dubbi su cosa ciò significava nel Massachusetts, Washington aggiunse che "un dollaro spagnolo sarà scambiato con sei scellini". Questo problema era lo stesso che, in quel periodo, assillava ogni transazione commerciale negli Stati Uniti.

Il Congresso riteneva però che fosse necessaria un'unica divisa per contribuire alla coesione della nuova nazione. La prima proposta giunse dal sovraintendente alle Finanze del Congresso, Robert Morris: era basata su una unità tanto piccola da non essere realistica, una frazione di penny e Jefferson rispose con un rapporto di inizio 1784 in cui consigliava invece l'adozione del dollaro spagnolo come base più comoda per la nuova valuta. Nell'interesse della semplicità suggeriva, anzichè dividerlo in 8 sottounità che fosse frazionato in base al sistema decimale. "Tutti ricordano che quando si studiava l'aritmetica delle valute si trovava scomodo sommare un penny, togliere le dozzine e riportarle e poi sommare gli scellini togliere le ventine e riportarle. Quando invece si giungeva alle sterline dove c'erano solo decine da riportare il calcolo era veloce ed esente da errori". Il dollaro avrebbe quindi dovuto essere diviso in decimi (disme), centesimi (cent) e millesimi (mill).

Era un'argomentazione che tutti potevano comprendere e meno di diciotto mesi dopo, il 6 luglio 1785, il Congresso decise "l'unità monetaria degli Stati Uniti d'America è il dollaro e le sottounità saranno calcolate su base decimale." Per Jefferson non fu solo una vittoria intellettuale ma impedì di fatto a Morris di raggiungere il proprio obiettivo ovvero dirigere la Zecca degli Stati Uniti, una fonte di profitti potenzialmente enormi.

Quale moneta era quel "dollaro" ? Le colonie inglesi del Nord America commerciavano molto col Messico e ricevevano in cambio delle loro merci, molte monete spagnole: esse circolavano più delle monete inglesi e la maggior parte era rappresentata dai pezzi da 8 reales, chiamati anche "dollaro". La parola "daaler" era la deformazione olandese di tallero e fu loro attribuita dagli anglossassoni proprio perchè assomigliavano ai talleri per grandezza e peso. Furono ribattezzati dai locali "pillar dollar" (talleri delle colonne). Non è quindi per nulla strano che quando i neonati Stati Uniti, dovettero scegliere il nome della loro nuova moneta e non volendo nulla che ricordasse l'Inghilterra, scelsero come nome proprio "dollaro". Era il 1792.

Il simbolo del pezzo da otto nei libri contabili inglesi dell'epoca era la S di Spagna barrata da due righe verticali (due colonne )... ricorda nulla ?

Uun pezzo da 8 Reales del Regno di Fillippo IV (1621-1665)

Anche il Tallero di Maria Teresa, una delle prime monete usate negli Stati Uniti ha probabilmente contribuito (accanto all'8 Reales spagnolo) alla scelta degli Stati Uniti di usare il dollaro come unità monetaria. Adeguatamente contromarcata, ha continuato a circolare anche nel secolo successivo.

CAMBIO DEGLI STATI UNITI COLL'INGHILTERRA

Con un atto del Congresso il 31 luglio 1789, fu dichiarato che la lira sterlina inglese (moneta allora fittizia, rappresentata da 20/21 d'una ghinea) sarebbe calcolata per 4 dollari spagnoli d'argento e 44 centesimi, nella valutazione delle merci inglesi soggette a dazi d'entrata proporzionali al valore. La determinazione di questa meta proveniva dalla valutazione del dollaro spagnuolo, il solo dollaro effettivo in circolazione, che era allora l'equivalente ben conosciuto di scellini 4,6 sul mercato inglese, come alla zecca di Londra, con piccolissima differenza.

Un altro atto del Congresso, il 2 aprile 1792, fondò una zecca, e prescrisse la fabbricazione delle monete nazionali; decretò che si sarebbero battuti dei dollari d'argento contenenti 416 grani d'argento al titolo di 1485/1664 e che il rapporto tra i metalli sarebbe stato come 1 a 15, cioè che un'oncia d'oro puro formerebbe l'equivalente di 15 oncie d'argento puro.

La Flowing Hair Dollar, il dollaro "capelli fluenti", il primo dollaro coniato dal governo federale
degli Stati Uniti tra il 1794 e il 1795, aveva peso e dimensioni basate sul quello spagnolo.


1 Dollar "Flowing Hair Dollar" emesso nel 1794/95 - Argento .892 • 26.96 grammi • ⌀ 39 mm

Coll’andare del tempo , il valore dell'oncia d'oro si elevò progressivamente al disopra di 15
oncie d'argento , ed infine toccò il rapporto di l a 16. Per questo mulamento graduale nel valore relativo dell'oro e dell'argento , il dollaro d'argenlo cessò di equivalere a scellini 4. 6 , e la lira sterlina valse più di dollari 4. 44 ; poiché chiunque possedesse la quantità d'oro rappresentata da una lira sterlina , potė cambiarla per più di dollari 4. 44. Ma gli usi del commercio non seguirono un
tal movimento . I negozianti continuarono a regolarsi sull'antico pari , e per lungo tempo attribuirono il premio nominale delle cambiali in moneta inglese all'influenza del bilancio di commercio, mentrechè questo premio esprimeva soltanto la diſſerenza sopravvenuta nel valore dell'oro e dell'argento . Il qual pregiudizio fu in fatto distrulto dall'atto del 14 luglio 1832 , che portò il valore della lira sterlina, nel calcolo dei dazii proporzionali sulle merci inglesi, a dollari 4. 80 ; e dall'alto 28 giugno 1834, che mise la sovrana inglese al pari di dollari 4. 87 71120 : ciò che fissò il vero pari a 9 7110 per 010 di premio nominale, con tando secondo l'antico sistema . Dico che questo pregiudizio fu distrutto in parte, perchè, anche oggidi, migliaia di persone credono fermamente che il premio segnalo pel cambio sia una differenza materiale che esca loro dalla borsa . Per far disparire queste traccie d'un vecchio errore, la Camera di Commercio in Nuova- York, al principio dell'anno 1839, raccomandò ai negozianti di questa città di segnare il cambio sull'Inghilterra in dollari e centesimi , per la lira sterlina, invece di esprimerlo con una differenza in più o in meno d'un pari fittizio o reale. La medesima raccomandazione è stata ripetuta dalla Camera di Commercio di Filadelfia e di altre piazze ; ed essa finirà con venire generalmente adottata.
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( 1 ) Questo rapporto probabilmente è stato fissato secondo una specie di termine medio ,
fondato sul paragone dei rapporti monetari stabiliti in diversi paesi . Io non saprei dire
quali fossero all'epoca precisa di cui si tratta ; ma, secondo diverse informazioni rac
colte , sembra che , nei luoghi qui appresso indicati , le proporzioni monetarie nel
1810 erano regolate nella maniera seguente , e che

Il dollaro nacque con una parità metallica fissata in grammi 1,5 d'oro oppure grammi 22,6 d'argento, parità mantenuta praticamente sino alla svalutazione di Roosvelt del 1933/34 e fu coniato praticamente sempre in metallo argenteo.

MONETE D'ORO E D'ARGENTO AMMESSE NELLA CIRCOLAZIONE DEGLI STATI UNITI

1 ° Monete nazionali . - Argento.
In virtù dei poteri conferiti al Congresso dalla costituzione , esso con un atto del 2 aprile 1792 , autorizzò la fabbricazione dei dollari d'argento , ciascun dei quali avrebbe avuto il peso di 416 grani , ed avrebbe contenuto 371 114 grani di fino ( in millesimi al titolo di 892 317 ). I mezzo - dollari, i quarti, i decimi e i mezzo -decimi, dovevano rispettivamente contenere , una metà , un quarto , un
decimo ed un ventesimo, della quantità d'argento destinata al dollaro . - Con atto del 18 gennaio 1837 , il peso del dollaro fu abbassato a 412 112 grani, restando la quantità d'argento puro sempre in grani 371 114 ( 1 ) ; ciò che porto il titolo a 900 millesimi.

Oro . - Coll'atto anzidetto del 2 aprile 1792, le aquile furon fissate al peso di 270 grani, con 247 112 di fino, al titolo di 22 carati , cioè 11 parti di metallo puro , per una di lega ( ossia , in millesimi , 916 213) . Le mezze- aquile ed i quarti, rappresentavano la metà o il quarto dell'oro contenuto nell'aquila.
Con atto del 28 giugno 1834, il peso delle aquile fu abbassato a grani 258 , ed al medesimo tempo fu ridotta a 232 grani la quantità dei fino, il titolo dunque diventò di carati 21 e grani 2 42,129, ossia , in millesimi , 899 9/40. Infine coll'atto del 18 gennaio 1837, restando intatto il peso dell'aquila, la quantità del fino fu alquanto accresciuta , sino a grani 232 115 ; ciò che porta il titolo a 900 millesimi esaltamenle (2) . Quando queste diverse monete non hanno il loro peso , sono ancora monete legali per un valore proporzionale.
Quest'ultimo cangiamento ha una si poca importanza , che generalmente in pra tica non gli si accorda alcuna attenzione, e l'aquila si considera sempre come contenente 232 grani di fino.

Monete straniere.

Le leggi su questa materia sono state spesso alterate. Per certi periodi, il dollaro spagnolo era il solo che avesse corso legale negli USA. Conservò ancora il medesimo privilegio sino a fine Ottocento, ma era sparito dalla circolazione giacchè valeva sul mercato il 5% in più del dollaro americano. Quest'aggio derivava da ciò: si esportava con profitto alla Cina e in altri paesi dove lo valutavano per un valore superiore all'intrinseco, perchè era universalmente conosciuto.

Oggi altre monete straniere avevano corso legale ai prezzi seguenti, regolati dagli atti 25 e 28 giugno 1834.

 

Monete rare degli Stati Uniti


Nell'autunno dell'anno 1820 , la Gazzetta Nazionale ha pubblicato un articolo , in cui io indicava le cause per cui l'oro è disparso dagli Stati Uniti. Io dimostrava che, a dispetto di tutti i tentativi fattisi dalle varie legislazioni, per fissare un rapporto tra l'oro e l'argento , questi due metalli , colle loro perpetue variazioni, avevano consacrato il loro dritto a non lasciarsi governare da altra
legge , fuorchè quella dell'offerta e dimanda , che regola il valore relativo di ogni altra merce . Mostrava che, sui mercati del mondo, questi metalli avevano preso fra loro dei rapporti diversi da quelli che essi avevano conservati per un grandissimo numero d'anni, che un'oncia d'oro valeva attualmente circa sedici oncie d'argento ; e che, fino a quando la legge americana pretendesse incatenarli al rapporto di uno a quindici , l'oro non circolerà , ma sarà spedito fuori del paese , sia per saldare dei debiti , sia per commutarsi in verghe d'argento . La verità di quest'asserzione è stata confermata ; giacchè, quantunque si sieno battuti 1,319,030 dollari in oro nel 1820 , e 185,325 nel 1821 , pure non se ne sono nė anche vedule le traccie nella circolazione.
Nell'ultima seduta del Congresso, la quistione della disparizione dell'oro fu esaminata da un Comitato , il quale propose di mutare le proporzioni legali fissate tra i due metalli , affine di sostituirvi quelle che esistevano allora in Europa.
Condy - Raguet, 1840.

 

* Andro Linklater - "Misurare l'America". Un capitolo decisamente istruttivo ma presenta un errore numismatico. La "sterlina" non era divisa in 12 scellini mentre le "sovrane" inglesi che circolavano nelle colonie americane erano quelle dei Tudor.