Il pezzo da 8 reales o "reales da ocho"


Chi ha giocato negli anni Novanta a quel gioiello di videogioco chiamato
Monkey's Island si ricorderÓ certamente i pezzi da otto, le monete che
servivano per noleggiare il vascello da trasporto tra un'isola e l'altra.


Il real era la moneta più popolare nella Spagna dal XVI secolo, coniata in argento
in tagli da 1, 2, 4 sino a questi da 8, i quali rappresentavano un ragguardevole valore: una settimana di vitto e alloggio in una buona locanda, per dare un'idea di massima*.
La moneta da 8 reales aveva un diametro di 40 mm, uno spessore di 3 mm e un
peso considerevole, di media 27,65 grammi (un oncia) d'argento, a 930 millesimi;
cioè quanto il tallero tedesco, la più grossa moneta dell'Europa del Nord.

Stemma coronato sopra una melagrana; M gotica con una rondella sopra e sotto (segno di zecca)
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Colonne coronate con il marchio del saggiatore (R) sotto e croce piccola in alto al posto della denominazione.
PLVS :ℵ:hISPANIE:ℵ:ET:ℵ:INDIARVM:RE
Questa fu la prima moneta di dimensione tallero nel Nuovo Mondo.**

Il primo accenno si trova in una real cedola del 1537 in cui si autorizzava il
governatore della Nuova Espana a produrre monete da 8 reales e invece a sospendere
quelle da 3 reales; il fatto è curioso poichè nella ordinanza imperiale del 1535, con cui
la monetazione spagnola prevedeva i multipli del Real e si adeguava alle tendenze
europee di maxi-monete, la più alta moneta d'argento citata era quella da 4 reales.
Nella pratica però non si sa esattamente quando furono coniate nella Zecca di
Città del Messico le prime monete da 8 reales, forse verso il 1540. All'inizio non erano
nemmeno accettate volentieri ma in pochi anni, per qualche inspiegabile ragione,
la gente le richiese sempre più e le zecche spagnole (Siviglia, Segovia, Granada e Toledo) aumentarono le tirature; già nel 1558 erano le monete più prodotte.

Dal suo principio, in Messico la zecca coniò circa 2 miliardi e 680 milioni di pezzi d'argento
da 8 reales e delle sue suddivisioni. Le prime emissioni di Carlo e Giovanna furono bellissime
monete di ottimo conio dal valore di 1/4 1/2 1 2 e 4 reales. Durante il regno di Filippo II la zeccacominciò a battere pezzi da 8 o dollari. Fin al termine del regno di FILIPPO la
fattura dellazecca fu di un livello abbastanza elevato anche se le monete erano battute con un maglio e dei semplici stampi. All'inizio del regno di filippo IIIla richiesta di una maggiore produzione da parte della zecca portò a battere monete rozze, dalla forma irregolare, note come cobs, dallo spagnolo cabo de barra che significa tagliato da una sbarra.
Su queste monete sebbene di peso e purezza pieni di rado si vede più di una parte delle armi reali e delle scritte. Il conio dei cobs soppiantò completamente le emissioni di esecuzioni
più fine. Queste continuarono ad apparire ma sono generalmente più rare dei cobs.
Nel 1732 entrò in funzione un macchinario nuovo della zecca. I dischi delle monete erano ora ricavati a macchina da strisce arrotolate da una fabbrica e le monete erano battute da una vite a pressa bilanciata: i pezzi erano quindi ora di dimensioni uniformi e di elevata fattura tecnica.

Celebravano la scoperta del Nuovo Mondo proponendo immagini ricorrenti:
i due mondi e le Colonne d'Ercole, accompagnate sovente dalla scritta
plus ultra
, indicavando come con l'impresa di Colombo ci si fosse spinti
oltre un limite geografico che sembrava invalicabile.

Il nome corretto era "pezzo da 8 reales" o "reales da ocho" ma la moneta ricevette molti
altri nomi a seconda del luogo o dell'epoca: peso, piastra... sino ad essere chiamata
anche "dollaro". Perchè ? La parola "daaler" era la deformazione olandese di tallero e
fu attribuita dagli anglossassoni ai pezzi da otto proprio perchè ci assomigliavano
per grandezza e peso.

Anche se di titolo sempre regolare, il pezzo da otto era solitamente rozzo, mal coniato,
facilmente tosabile; solo una parte dei reales da 8 erano coniati bene ma si ipotizza
che rappresentassero il 20% del totale, esattamente la quota spettante alle casse
reali come dazio sul commercio.

Eppure da metà Cinquecento raggiunse tirature sempre più elevate, fu sempre
più richiesto, sino ad avere un successo mondiale imprevedibile e durato secoli.

Economicamante la dinamica è tutta qui: la Spagna non aveva e non sviluppò mai una industria manifatturiera tale da sopperire agli ingenti e sempre crescenti bisogni di prodotti richiesti dalle
sue colonie americane; ma ne deteneva il monopolio del commercio. Quindi, per sopperire alle
necessità di un intero continente in pieno sviluppo, dovette acquistare i prodotti dagli altri stati Europei in particolare Francia e Olanda, poi anche da Inghilterra, Fiandre, Italia (specialmente Genova) e alcuni stati tedeschi.

Thomas Gheshan racconta che, durante una sua visita ad Anversa,
i reales spagnoli erano le monete più diffuse.

ll fiume di argento (e di oro) versato su Siviglia si divideva quindi in molti rivoli che
innaffiavano tutta Europa, e la maggior parte del flusso era rappresentato dal pezzo
da 8 reales. A fine '500 lo troviamo regolamente anche in Russia e Turchia,
e da lì sempre più a Oriente, dove divenne la moneta più accettata.

 

Detenere i "Reals da ocho" era detenere un valore di acquisto accettato in tutto il mondo !

Regno di Fillippo II (1566-1598), formalmente KM#43
Legenda attorno "crowned arms" -  PHILIPPVS II DEI GRATIA
Rovescio: Legenda attorno a croce, leoni e castelli

Le colonie inglesi del Nord America commerciavano molto col Messico e ricevevano
molte monete spagnole: esse circolavano più delle monete inglesi e la maggior parte era rappresentata dai pezzi da 8; essi furono ribattezzati dai locali pillar dollar
(talleri delle colonne). Non è quindi per nulla strano che quando i neonati
Stati Uniti, dovettero scegliere il nome della loro nuova moneta e non volevando
nulla che ricordasse l'Inghilterra, scelsero come nome proprio "dollaro". Era il 1792.
Il simbolo del pezzo da otto nei libri contabili inglesi dell'epoca era la S di Spagna
barrata da due righe verticali (due colonne )... ricorda nulla ?

La Flowing Hair Dollar, il dollaro "capelli fluenti", il primo dollaro mai coniato
dal governo federale degli Stati Uniti, tra il 1794 e il 1795,
aveva peso e dimensioni basate sul quello spagnolo.

Il doblone era anche un pezzo da otto, ma di 8 scudi ed era d'oro; valeva 16 pezzi da otto
quindi lo si poteva chiamare "pezzo da 16 dollari" ... come troviamo scritto nel romanzo
"Moby Dick".

Un bottino degli olandesi nel 1628 era composta da "Mercanzia del valore di più di 60mila
corone equivalenti a 150mila pezzi da otto, calcolammo ci fossero 46 lasts (tonnellate)
d'argento consistenti in reali coniati da 8, come pure piastre o sbarre d'argento
e d'argenteria un bottino valutato 12 milioni di dollari."

Questo tesoro praticamente salvò la nazione dalla bancarotta.

Regno di Fillippo III (1598-1621)

In Prussia, ancora nel 1794, una legge ne riconosceva la validità legale.

 

Comincia qui la seconda parte della storia, il successo mondiale.

Dopo le spezie e la seta, miraggio dei secoli scorsi, gli Europei scoprirono altri pregiatissimi
prodotti asiatici come le ceramiche cinesi e soprattutto il the, a metà Seicento.

Ma gli Indiani, e soprattutto i Cinesi non erano per nulla interessati alle merci europee, anche
se gli Inglesi provarono a offrire di tutto, persino stampe erotiche. L'unico prodotto richiesto
in Cina era l'argento, e soprattutto sotto forma a di pezzi da otto. Si innescò quindi
un meccanismo per cui Inghilterra e Olanda incettavano l'argento in Europa
(sia gli 8 reales, ma anche daaler olandesi, talleri, scudi italiani..) per trasportarlo
nell'Estremo Oriente e ritornarne con i carichi di the.

In India le monete straniere erano subito fuse poichè i Marajà non ne permettevano la
circolazione nei loro stati, mentre in Cina circolavano liberamente ma il loro valore era a peso
quindi spesso erano tagliate a seconda della quantità necessaria per un pagamento.

Il commercio mondiale che si innescò e continuò oltre due secoli non si sarebbe potuto
sostenere senza avere l'enorme massa monetaria fornita dalle colonie spagnole d'America.

Regno di Fillippo IV (1621-1665)

Ancora nel 1800, sul litorale cinese, era ancora di uso corrente una moneta argentea di
origine ispano-americana chiamata dollaro dagli inglesi e piastra dai francesi, i cinesi la
chiamavano fan ping yuan,(dischi stranieri) e per abbreviazione yuan. Era il peso gordo
dell'Impero Spagnolo, il famoso pezzo da otto, che si era diffuso nell'oceano Pacifico
soprattutto a partire dal Messico dalla fine del XVI secolo. Questa moneta valeva 0,72 tael
o 0,25 Lira Sterlina. Quindi 4 dollari (o piastre) o 3 Tael servivano per fare una Lira Sterlina

Nell'epoca dominata da una economia mercantilistica ciò rappresentava una tragedia, poichè
la ricchezza di una nazione era misurata a seconda della sua massa di metalli preziosi.

L'emorragia di argento sarebbe cessata solo nell'Ottocento come conseguenza di un
diabolico piano ideato dalla Compagnia inglese delle Indie Orientali.

 

Dopo questa analisi possiamo concludere chi l'affitto della nave per girare
le tre isole di Monkey's Island, 150 pezzi da otto, era davvero caro !!

Il maestro di spada, anzi LA maestra di spada, di Guybrush Treepwood si accontenta invece
di 30 pezzi da 8 in Monkey's Island I.

Chiudiamo questa storia così come si chiude il celebre romanzo di
Robert L. Stevenson "L'isola del tesoro":

chiudiamo gli occhi, andiamo con la mente alle spiagge calde di Portobelo,
ai galeoni che solcavano l'Oceano, e all'improvviso sentiremo
la voce del Capitano Flint: "Pezzi da otto! Pezzi da otto!"

 

* Cipolla cita esempi come 1 quintale di mercurio a 100 pesos nel 1571, 1 libbra di zenzero per 1 peso nel 1566,
il riso piemontese nel 1610 a 28 reales al quintale (quindi 4 pezzi da 8 e mezzo)

** Incisore:Anton de Vides - Saggiatore: Francisco del Rincˇn
Il simbolo usato nelle legende sopra Ŕ un'approssimazione del simbolo usato sulla moneta.
Ci sono tre esempi conosciuti recuperati da un naufragio nel 2000. Le monete erano difficili da produrre a causa delle loro dimensioni, quindi furono coniate solo in breve tempo. Negli anni
1543-45 il saggiatore Juan Gutierrez dichiarò di aver trascorso sei anni nella zecca e che i
pezzi da 8 si erano coniati ma erano laboriosi da coniare e non ben accetti.